Barolo DOCG Monprivato 2019 Mascarello
Il Barolo DOCG Monprivato 2019 Mascarello è ampiamente considerato un vino “unicorno”, un capolavoro di uno dei produttori più rinomati del Piemonte.
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Dopo la più accessibile annata 2018, il 2019 segna il ritorno a uno stile classico, strutturato e longevo.
Ecco una panoramica di ciò che rende questa specifica bottiglia così significativa:
Il Vigneto: Monprivato
Situato a Castiglione Falletto, Monprivato è un monopole (un vigneto di proprietà e gestito esclusivamente dalla famiglia Mascarello).
- Terreno: Composto da marne siliceo-calcaree dal caratteristico colore bianco-grigio.
- Esposizione: sud-ovest, che garantisce la luce solare perfetta per il Nebbiolo a maturazione tardiva.
- Clone: è famoso per essere piantato con il raro clone Michét di Nebbiolo, noto per i suoi aromi intensi e la sua concentrazione.
Il profilo dell’annata 2019 Barolo DOCG Monprivato 2019 Mascarello
La stagione 2019 del Barolo è stata definita il “sogno di ogni classicista”. Non è stata calda come quella del 2017 o del 2022, il che ha permesso una lunga stagione di crescita che ha preservato l’acidità.
- Struttura: tannini intensi e acidità elevata. Non è un vino “stappa e versa”; è fatto per la cantina.
- Aromi: aspettatevi il classico profilo “Tar and Roses”, ma con la precisione tipica del 2019: pensate a fragoline di bosco, scorza d’arancia rossa, canfora e pietre frantumate.
- Longevità: questo vino raggiungerà probabilmente il suo apice tra il 2035 e il 2055 .
Informazioni rapide
| Caratteristica | Dettagli |
| Uva | 100% Nebbiolo (varietà Michét) |
| Invecchiamento | Tradizionalmente invecchiato in grandi botti di rovere di Slavonia ( botti ) per circa 30 mesi. |
| Stile | Tradizionalista (non interventista, niente piccole barrique). |
| Alcol | Solitamente intorno al 14,5%. |
| Gamma di critici | Generalmente ottiene un punteggio di 97-99 punti (Vinous, Wine Advocate). |
Consiglio del collezionista per il Barolo DOCG Monprivato 2019 Mascarello
Se ne avete una bottiglia (o state pensando di comprarne una), la pazienza è la vostra migliore amica. Aprirla nel 2026 sarebbe un “infanticidio” in termini enologici. Le annate del 2019 sono attualmente in una fase di chiusura serrata. Se proprio dovete aprirla ora, lasciatela decantare per 6-8 ore per far respirare i suoi aromi leggendari.













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