La storia degli amari è un viaggio affascinante che attraversa i secoli, trasformando intrugli curativi e pozioni alchemiche in icone del lifestyle e della convivialità moderna.
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È un racconto dove la scienza medica incontra l’arte della distillazione.Ecco le tappe fondamentali di questa evoluzione:
1. Le Origini: La Farmacia in un Bicchiere
Fin dall’antichità, greci e romani infondevano erbe e radici nel vino per scopi terapeutici. Tuttavia, la vera svolta avviene nelMedioevo:
I Monaci Alchimisti:All’interno dei monasteri, i monaci divennero i custodi del sapere erboristico. Utilizzavano l’alcol (scoperto grazie agli arabi) come solvente per estrarre i principi attivi dalle piante.
L’Elisir di Lunga Vita:Gli amari nascevano come medicinali per curare disturbi digestivi, febbri e persino la peste. Erano amari di nome e di fatto, privi di zucchero e decisamente difficili da sorseggiare.
2. Il Rinascimento e Caterina de’ Medici
Con il passare del tempo, l’uso dell’alcol si spostò dai conventi alle corti.Caterina de’ Medici, trasferendosi in Francia, portò con sé la passione per i liquori italiani. Fu in questo periodo che si iniziò ad aggiungerezucchero e spezie esotiche(come cannella e chiodi di garofano) per rendere queste pozioni più gradevoli al palato, trasformandole in “rosoli” e liquori da fine pasto.
3. L’Ottocento: Il Boom Industriale
È il secolo d’oro. Con la nascita delle prime distillerie industriali, quelli che erano segreti monastici divennero brand commerciali famosi ancora oggi.
Periodo
Brand/Evento Chiave
Innovazione
1815
Ramazzotti
Ausano Ramazzotti crea il primo amaro senza base vinosa a Milano.
1845
Fernet-Branca
Bernardino Branca lancia un amaro dalle proprietà digestive “miracolose”.
1860
Campari
Gaspare Campari inventa il suo iconico bitter, virando verso l’aperitivo.
1885
Amaro Montenegro
Stanislao Cobianchi dedica la sua creazione alla Regina Elena di Savoia.
4. Dal Medicinal “Proibito” all’Aperitivo
Nel XX secolo, la percezione dell’amaro cambia radicalmente:
Il Proibizionismo:Negli Stati Uniti degli anni ’20, alcuni amari riuscirono a circolare legalmente poiché venduti in farmacia come “tonici medicinali”.
Il Carosello e il Marketing:Negli anni ’60 e ’70, la pubblicità televisiva trasformò l’amaro nel simbolo del relax post-prandiale (il celebre “logorio della vita moderna” combattuto dal Cynar).
Oggi:L’amaro vive una nuova giovinezza grazie allamixology. Non è più solo il digestivo del nonno, ma un ingrediente fondamentale per cocktail complessi e bilanciati.
Curiosità: Amaro vs Bitter
Spesso si confondono, ma c’è una sottile differenza:
Amaro:Solitamente bevuto liscio come digestivo, ha un equilibrio tra erbe e una parte zuccherina.
Bitter:Nato per essere miscelato (come il Campari o gli aromatic bitters come l’Angostura), ha una nota amaricante molto più decisa e secca.
Nota di salute:Poiché gli amari contengono alcol e spesso quantità significative di zucchero, il loro consumo deve essere moderato. Nonostante il nome, non sono sostitutivi di pareri medici per problemi digestivi cronici.
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